Il Gran Premio del Messico si prepara a tornare all'Autódromo Hermanos Rodriguez, un circuito iconico che ospita gare di Formula 1 dal 1962. Per la quinta volta consecutiva, i piloti si sfideranno su questo tracciato da 4.304 metri, un percorso considerato particolarmente impegnativo per l’impianto frenante.
L'Autódromo Hermanos Rodriguez ha una lunga storia, con i primi 20 GP disputati qui sotto il nome di Gran Premio del Messico. La pista, classificata con un indice di difficoltà di 4 su 5, presenta sfide significative per i piloti, richiedendo una gestione precisa della frenata. Le decelerazioni, pur inferiori ai 3,7 g, sono comunque intense, con le monoposto che raggiungono velocità massime di 340 km/h prima di scendere a 114 km/h nella curva più critica.
Le specifiche tecniche della frenata sono impressionanti: un carico di 107 kg esercitato sul pedale del freno e una potenza frenante di 1.668 kW. Nonostante ciò, le decelerazioni medie per il giro si attestano a circa 16 secondi, evidenziando la complessità del circuito. La composizione dei pastiglie frenanti, con tre serie Hard, Medium e Light, suggerisce un approccio alla gestione della frenata che bilancia prestazioni e sicurezza.
La curva di accesso è il punto focale per i meccanici e gli ingegneri delle scuderie, dove le monoposto devono gestire una brusca decelerazione prima di affrontare la successiva accelerazione. L'impatto G di 3,6 g rappresenta un ulteriore test per i piloti, che dovranno dimostrare resistenza e controllo.