Ilva: Una Fermata Inaspettata
Genova e Novi Ligure sono sull'attenti. Entro metà novembre, gli stabilimenti ex Ilva di Genova e Novi Ligure sospenderanno l’attività produttiva in seguito all’annuncio della società in amministrazione straordinaria Acciaierie d’Italia S.p.A. La decisione, motivata dal recente decreto della Corte d'Appello di Milano che riguarda la fabbrica di Taranto, ha scatenato un’ondata di preoccupazione tra le istituzioni locali e i sindacati.
La Reazione dei Sindaci
I sindaci di Genova Silvia Salis e Rocchino Muliere hanno espresso una forte opposizione alla serrata, definendola «inaccettabile». In una nota congiunta, sottolineano che le conseguenze dei ritardi nella vendita dell’azienda non possono ricadere sui lavoratori e sulle comunità coinvolte. «Una serrata della fabbrica rappresenta una prospettiva insostenibile: lo è per le lavoratrici e i lavoratori, lo è per le città di Genova e di Novi e lo è per l'intera filiera siderurgica del nostro Paese», dichiarano.
Un Futuro Incerto
La notizia si diffonde in un momento delicato, con i sindacalisti genovesi ancora in viaggio verso Roma per un incontro al ministero. Il coordinatore della RSU Fiom di Genova, Armando Palombo, ha ribadito la determinazione dei lavoratori a non accettare una serrata e a mobilitarsi. Anche il Partito Democratico ha espresso preoccupazione, evidenziando l'incertezza che grava sul futuro degli impianti e dei lavoratori. Il PD ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare per sollecitare il governo ad adottare misure urgenti.
Reazioni e Richieste
- Il Pd chiede interventi immediati per evitare la chiusura degli stabilimenti.
- I consiglieri regionali chiedono una verifica di tutte le possibili soluzioni industriali.
- La situazione è vista come un colpo gravissimo per Genova e per l'indotto locale.