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Evelina Christillin: Il Museo Egizio Rivive con la Sala Immersiva e il Dialogo tra Passato e Futuro

30 Luglio 2026 • 2 min
Evelina Christillin: Il Museo Egizio Rivive con la Sala Immersiva e il Dialogo tra Passato e Futuro
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Indice

    Un Viaggio nel Tempo: L'Innovazione al Museo Egizio

    L’Aquileia Film Festival ha aperto il sipario su un progetto ambizioso: la riprogettazione del Museo Egizio di Torino, guidata dalla sua presidente, Evelina Christillin. La rassegna, incentrata sul tema ‘Raccontare l'invisibile’, vede al centro dell’attenzione la volontà di rendere accessibili e coinvolgenti le collezioni attraverso nuove tecnologie e linguaggi.

    Dalla Ricerca alla Sala Immersiva

    Il fulcro del rinnovamento museale è rappresentato da una sala immersiva di 1000 metri quadri, che permetterà ai visitatori di rivivere il paesaggio del Nilo. Grazie a un’intelligenza artificiale avanzata, il museo ricostruirà la botanica e parte del giardino egizio, offrendo un'esperienza sensoriale unica.

    «Il nostro mestiere è proprio questo: rendere visibile un passato che è invisibile», ha dichiarato Christillin durante l’intervista. «Viviamo nel presente e abbiamo il compito di traghettarlo verso il futuro. Con Greco, abbiamo scritto “Le memorie del futuro”, un libro che incarna questa visione». La sfida consiste nel proteggere ciò che è stato lasciato in eredità, attraverso cura, ricerca e trasmissione corretta del patrimonio.

    Un Modello di Fondazione

    Il Museo Egizio è il primo museo italiano gestito attraverso una fondazione. Questa struttura, nata con cinque soci fondatori (di cui due privati), ha permesso al museo di evolvere da ente statale a realtà indipendente e dinamica. Attualmente, la fondazione opera quasi interamente su autofinanziamento, grazie a un fatturato di 20 milioni di euro, con un contributo ordinario di soli 800.000 euro.

    L’approccio innovativo del museo si riflette anche nella sua strategia internazionale: dopo una partenza imprenditoriale complessa, la fondazione lavora nei cinque continenti, grazie a ricercatori e archeologi assunti tramite bandi internazionali. Questo modello, che Christillin definisce «un punto di riferimento», è stato possibile grazie al lavoro instancabile del direttore Christian Greco e al sostegno di un team scientifico in continua crescita.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Messaggero Veneto. Leggi originale →

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