Scoppia il contendere: Electrolux in sciopero dopo falliti accordi
Roma – Un’improvvisa dichiarazione dello sciopero da parte di Fim, Fiom e Uilm ha bloccato i piani di Electrolux per la sua struttura produttiva italiana. Dopo due giorni di serrate trattative al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i sindacati hanno giudicato insufficienti le aperture dell’azienda sulla riduzione degli esuberi e confermato la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche.
Il quadro delle trattative
Le organizzazioni dei metalmeccanici lamentano una distanza incolmabile con Electrolux, accusata di non voler adeguatamente rispondere alle preoccupazioni per la perdita di posti di lavoro e per il futuro del sito produttivo marchigiano. Il numero degli esuberi dichiarati è stato ridotto da 1.719 a 1.450, ma i sindacati considerano questa diminuzione troppo limitata, soprattutto alla luce dell'introduzione di 135 lavoratori a termine che non verranno rinnovati.
Il nodo Cerreto d’Esi
La chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi rimane il punto focale della disputa. Nonostante le modifiche presentate durante il confronto, Electrolux ha confermato la decisione, ritenuta inaccettabile dai sindacati che denunciano un'azione volta a imporre limiti alle cadenze produttive e al numero massimo di pezzi da realizzare per ora (fino a 140). L’azienda punta ad aumentare la velocità delle linee e a stabilizzare l’attività produttiva su un solo turno giornaliero, condizioni considerate “pesantissime” dai sindacati.
Richieste e prossimi passi
I sindacati chiedono una riconcvocazione urgente del tavolo alla presenza del ministro Urso e delle Regioni coinvolte, ritenendo conclusa la fase di confronto tecnico. Si sollecita un intervento pubblico sui fattori che incidono sulla competitività del gruppo, con particolare riferimento alla riforma della Cbam (Comando Biologico Ambientale) e alle sue implicazioni per la produzione europea. Fim, Fiom e Uilm ritengono ormai esaurito il confronto tecnico e chiedono di passare a un livello politico, coinvolgendo direttamente il governo e le amministrazioni regionali per utilizzare “ogni leva possibile” e convincere Electrolux a rivedere il piano.