Il mondo della carità e dell’assistenza sociale è in lutto per la scomparsa di don Mazzi, deceduto all’età di 96 anni. La sua vita, segnata da un impegno instancabile nella cura dei più vulnerabili, ha lasciato un'impronta indelebile nella comunità milanese e non solo.
La nascita di Exodus e il Parco Lambro
La storia di don Mazzi è strettamente legata alla nascita di Exodus, nata nel 1979 a Milano. Inizialmente trasferito all’Opera don Calabria in via del Parco Lambro, l'ex «ragazzo ribelle» si trovò ad affrontare una crisi senza precedenti: la piaga della tossicodipendenza stava colpendo duramente i giovani. Il suo intervento fu immediato e concreto: soccorrere ragazzi sballati, spesso in condizioni di vita disperate.
Nel 1979, don Mazzi ottenne la concessione di Cascina Molino Torrette, trasformandola in un vero e proprio rifugio per i giovani abbandonati dalla società. Lì, con un approccio paternalistico ma allo stesso tempo educativo, spiegava loro che si chiamavano “Exodus” perché ogni vita è un viaggio e il viaggio è più bello e meno faticoso se si cammina insieme. Il suo lavoro fu riconosciuto e sostenuto dal cardinale Carlo Maria Martini, insieme a don Gino Rigoldi e don Virginio Colmegna, formando una squadra di sacerdoti che divennero simboli di impegno sociale.
L'opera Exodus, grazie alla visione e all'impegno di don Mazzi, si affermò come un punto di riferimento per centinaia di ragazzi e ragazze, offrendo loro non solo aiuto materiale ma anche speranza e la possibilità di una nuova vita. La sua eredità continua a vivere attraverso il progetto che ha fondato e le persone che ha aiutato.