Il quotidiano di Puglia riporta che la Procura ha richiesto 14 condanne nel processo con rito ordinario nato dalle inchieste «Lockdown» e «Sud-Est» sul clan Pepe-Penza-Gagliardi. L’inchiesta, coordinata dalla sostitutrice procuratore Giovanna Cannarile, riguarda attività di gestione e trasferimento di denaro ritenuto di provenienza illecita, riciclaggio, traffico di stupefacenti e i rapporti con il sodalizio.
Tra gli imputati, l’ex commercialista Antonio Baldari (45enne residente a Lecce) è stato chiamato a rispondere di riciclaggio di somme riconducibili al clan. La Procura ha chiesto per lui una pena di 6 anni e 9 mesi di reclusione e 13.700 euro di multa. Altre condanne sono state richieste per altri membri del gruppo, con pene che variano da 1 a 13 anni di reclusione, oltre a multe pecuniarie.
Il collegio giudicante, presieduto da Fabrizio Malagnino, ha inoltre chiesto l’assoluzione per Pier Andrea Bajalica, Fiorella Pantaleo e Gian Luca Marco Pantaleo. Le indagini della Guardia di Finanza hanno ricostruito bonifici e contratti di lavoro utilizzati per nascondere la provenienza illecita dei fondi.
L’udienza è stata fissata per l’11 novembre, quando i difensori degli imputati presenteranno le loro argomentazioni. Il processo si sta svolgendo a Lecce e coinvolge un numero significativo di persone legate al clan Pepe-Penza-Gagliardi.