Deviazione Volo Ryanair FR168: Un Segnale d'Allarme per il Trieste Airport
La serata di giovedì 27 agosto ha visto una situazione critica all’aeroporto di Ronchi dei Legionari, sede del Trieste Airport. Il volo Ryanair FR168, partito in ritardo da Londra Stansted, avrebbe dovuto arrivare allo scalo friulano, ma a causa di un sovraccarico di lavoro tra i controllori di volo è stato costretto a una deviazione verso Venezia. L’episodio, secondo il sindacato Fit-Cisl del Friuli Venezia Giulia, evidenzia una problematica strutturale che rischia di compromettere la sicurezza e l'efficienza delle operazioni aeroportuali.
Secondo quanto riportato dal sindacato, il ritardo del volo avrebbe superato i limiti massimi di impiego previsti per il personale operativo. Dopo l’atterraggio dell’aeromobile, infatti, i controllori devono rimanere in servizio per gestire lo sbarco dei passeggeri e la chiusura dello scalo. La necessità di ricorrere a questa deviazione ha evidenziato una crescente pressione sugli operatori, già gravati da un numero elevato di ore di straordinario.
Dati sull'Aumento degli Straordinari
I dati forniti dalla Fit-Cisl rivelano un allarmante trend: nel 2026, nei soli mesi estivi (giugno, luglio e agosto), le ore di straordinario effettuate dai controllori sono state pari a 214. Nel 2025, da giugno a settembre, il totale ha raggiunto le 226 unità. A questo dato si aggiungono ulteriori esigenze operative previste per il mese di settembre, portando l'accumulo di ore di straordinario a quasi il 95% del monte ore registrato nel 2025.
Il sindacato sottolinea come la maggior parte dei controllori avesse già raggiunto il limite mensile disponibile al momento dell’episodio Ryanair. Nonostante ciò, il personale ha ripetutamente esteso le proprie prestazioni oltre i limiti stabiliti, evidenziando una situazione di stress e vulnerabilità. La Fit-Cisl chiede urgentemente un adeguamento del personale e una programmazione più strutturata per far fronte all'aumento dello scalo del Fvg.
«La sicurezza e i limiti operativi non sono negoziabili», afferma Antonio Pittelli, segretario generale della Fit-Cisl Fvg. «Se lo scalo continua a crescere, servono una programmazione strutturale e organici adeguati , senza scaricare sullo straordinario le esigenze di un aeroporto in espansione».