Dalla Superlega al Capitol: La Favola di Tinet Prata
Pordenone è in festa grazie alla Tinet Prata, che ha compiuto un’impresa storica con la promozione in Superlega. Un traguardo inaspettato, coronato da un esordio vincente e dall'affollamento del pubblico per l'evento Nem.
Il Retroscena della Promozione
La promozione è stata resa possibile grazie a un lavoro certosino, guidato dal presidente Maurizio Vecchies e dal direttore sportivo Luciano Sturam. Inizialmente, la squadra non aveva previsto l'accesso alla Superlega, ma grazie al supporto di sponsor (il budget raddoppiato) e alla capacità di creare una squadra competitiva con risorse limitate, hanno realizzato l'impossibile.
Sturam ha saputo individuare giocatori validi, anche tra stranieri (tre dei quali giocano nella propria nazionale), grazie a una gestione oculata e trasparente. L’organizzazione manageriale si basa su imprenditori locali che portano le loro competenze, creando sinergie con il territorio.
Il Vivaio e l'Entusiasmo del Territorio
La Tinet Prata punta a valorizzare un vivaio di 180 giovani talenti, con l’obiettivo di attingere a questo bacino in futuro. Si sta anche studiando la creazione di una foresteria per accogliere ragazzi da ogni parte del mondo. Il presidente Vecchies sottolinea l'importanza del supporto della Regione (attraverso Promoturismo) e del territorio, testimoniato dall’affollamento del sold-out per il match contro Trento.
Il rapporto umano con i giocatori è un altro elemento chiave: attenzione alle famiglie, alloggio fornito, e persino la difficoltà di comunicazione dovuta alla lingua straniera. La fierezza del presidente Vecchies, pratese doc, per la promozione in Friuli (dopo oltre 20 anni) e Pordenone (dopo 50), è palpabile.
Citazioni
«Non avevamo parlato di Superlega. Alcuni consiglieri della Lega ci suggerivano di cominciare ad attrezzarci: noi però la vedevamo un’eventualità molto lontana.»- Maurizio Vecchies
«All’inizio non ce ne eravamo resi conto del valore dell’impresa, ma abbiamo fatto qualcosa di notevole, è un grande orgoglio aver portato Prata così in alto»- Maurizio Vecchies