Un Passo Verso la Libertà Riproduttiva
La Corea del Sud sta per compiere una svolta storica nel diritto alla salute riproduttiva, dopo sette anni di attesa e incertezza. Il governo ha annunciato il piano per autorizzare l'uso della pillola abortiva per le interruzioni farmacologiche della gravidanza entro le prime nove settimane di gestazione. Questa decisione segna un punto di svolta cruciale, affrontando una delle principali lacune nella legislazione sui diritti riproduttivi femminili del Paese.
Come Funzionerà l’Interruzione Farmacologica
- Valutazione dei Medicinali: Il processo inizierà con la valutazione e l'approvazione dei medicinali da parte delle autorità sanitarie, garantendo sicurezza, efficacia e qualità.
- Farmaci Autorizzati: L’attenzione è focalizzata sulla combinazione di mifepristone e misoprostolo, due farmaci già utilizzati in numerosi Paesi per l'interruzione farmacologica. Il mifepristone blocca l'azione del progesterone, mentre il misoprostolo induce contrazioni uterine.
- Tempistiche: L’obiettivo è introdurre la pillola abortiva entro il primo trimestre del 2027, a condizione che le procedure di valutazione e autorizzazione vengano completate con successo.
- Fase Iniziale: Nella fase iniziale, la prescrizione e la somministrazione saranno affidate direttamente ai medici all'interno delle strutture sanitarie.
Dopo due anni dalla commercializzazione, si prevede un’eventuale espansione delle modalità di distribuzione, inclusa la possibilità per le pazienti di ottenere il farmaco in farmacia dietro prescrizione medica.
Un Decennio di Incertezza
La decisione arriva dopo che nel 2021 l'aborto non è più considerato un reato in Corea del Sud, ma la mancanza di una legislazione organica ha creato un vuoto giuridico e sanitario. Molte donne ricorrevano a farmaci acquistati attraverso canali non autorizzati, mettendo a rischio la propria salute.
La Sentenza della Corte Costituzionale
L'annuncio del governo è il risultato di una sentenza della Corte costituzionale del 2019, che aveva dichiarato incompatibili con la Costituzione le disposizioni penali che punivano l’interruzione volontaria della gravidanza. La Corte aveva ordinato al Parlamento di modificare la normativa entro il 31 dicembre 2020, ma questo non è avvenuto.
Monitoraggio e Sicurezza
Il governo ha sottolineato l'importanza del monitoraggio degli eventuali effetti collaterali e della garanzia di un percorso sanitario regolamentato per le pazienti. La richiesta di autorizzazione riguarda l’utilizzo entro 63 giorni di gravidanza, corrispondenti a nove settimane.