Il lancio del campo largo di centrosinistra a Napoli ha subito un brusco rallentamento a causa di divergenze interne, in particolare le dichiarazioni del leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte che hanno scatenato la reazione dei riformisti e sollevato interrogativi sulla strategia della coalizione.
Durante l'evento, Conte ha espresso forti critiche verso la cosiddetta ‘minaccia russa costruita’, sostenendo che sia uno strumento per indurre il sostegno all’armoamento. Questa affermazione, ripresa da fonti vicine al movimento, ha generato un immediato scontro con figure come Giorgio Gori, assessore di Napoli e componente del campo largo, che si è dichiarato “sorpreso e incredulo” di fronte a tali parole, chiedendo di non “far finta di niente”. La contestazione si è ulteriormente accentuata con il voto negativo dei deputati 5 stelle in Parlamento sulla relazione europea sull'Ucraina, che promuoveva passi avanti per l’integrazione del paese nell'Unione Europea.
Le tensioni interne non sono state mitigate dalle critiche di altri esponenti, come Filippo Sensi del Partito Democratico, che ha espresso disillusione (“Risparmiateci le foto, c’è ancora MOLTO da fare”) e Pina Picierno, ex dem oggi con il suo Spazio pubblico, che ha denunciato una “mancanza di indignazione” rispetto alle parole di Conte, giudicate “molto pericolose”. La situazione è stata ulteriormente complicata dalla divisione all'interno del movimento, con alcuni esponenti che si sono espressi contrari al voto sulla relazione europea.
L’evento a Napoli ha evidenziato le difficoltà nel trovare un terreno comune tra i diversi schieramenti del campo largo. La contestazione da parte di Potere al Popolo, formazione all'interno del Movimento 5 stelle, ha rappresentato un ulteriore elemento di instabilità. Le divergenze si sono manifestate anche a livello europeo, con il voto contrario dei 5 stelle alla relazione sull’Ucraina, in contrasto con la posizione favorevole del Parlamento Europeo e del Partito Democratico.
La manifestazione ha rappresentato un momento cruciale per la definizione della strategia di opposizione al governo Meloni, ma le divergenze interne hanno sollevato dubbi sulla capacità del campo largo di presentare un fronte compatto. La situazione è destinata a rimanere delicata e richiederà un impegno costante da parte dei leader delle diverse forze politiche.