Il presidente americano, Donald Trump, ha oltrepassato linee precedentemente inesplorate nel suo approccio all'Iran, ma la situazione sembra ora stabilizzarsi. Secondo un recente articolo del Wall Street Journal, supportato da Reuel Marc Gerecht e Ray Takeyh, l’Iran sta consolidando la sua posizione di forza, sfruttando la cauta risposta di Washington.
La strategia iraniana si basa su una serie di elementi: il mantenimento della pressione sul Golfo Persico, evitando un intervento militare diretto che avrebbe comportato perdite significative per entrambi i contendenti; l’utilizzo dello stretto di Hormuz come strumento di leva contro gli Stati Uniti e i suoi alleati; e la dimostrazione di resilienza dopo le proteste di gennaio, quando il regime ha resistito con forza a qualsiasi tentativo di coercizione.
L'Iran include ora il Libano nell’accordo con Washington, rafforzando ulteriormente la sua posizione. I leader iraniani credono di aver ottenuto ciò che lo Scià aveva solo sognato: il controllo del Golfo Persico e la capacità di dimostrare all'Occidente che è stato finalmente «spezzato». Il regime temeva un’insurrezione e l’ha affrontata di petto a gennaio, accantonando il loro tradizionale manuale di violenza mirata.