Vladimir Putin ha ricevuto venerdì i due inviati del presidente Donald Trump, Charles Witkoff e Eric Kushner, in una tavola rotonda al Cremlino. L’incontro, descritto dai sostenitori di Trump come potenzialmente storico, si è svolto in un contesto di crescente incertezza sul futuro del conflitto ucraino. Tuttavia, secondo fonti ufficiali russe, la visita non ha portato a nuove proposte per risolvere la crisi, con il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che ha dichiarato: «Non ci sono nuove idee».
Il Contesto e le Posizioni
La missione di Trump, attraverso i suoi inviati, mira a riaprire i canali di dialogo con l'Ucraina e la Russia, sospesi dall’inizio della guerra. Tuttavia, la posizione russa rimane ferma: Kiev deve ritirare le sue truppe dalle regioni di Donetsk e Luhansk prima che possa esserci un cessate il fuoco. Questa richiesta è stata ripetutamente respinta da Kiev e dai suoi alleati occidentali.
Secondo quanto riportato dal ‘Corriere’, la visita a Kiev potrebbe influenzare emotivamente Witkoff e Kushner, ma molti ucraini non si aspettano che cambi in modo sostanziale le loro azioni. Putin sembra prepararsi ad una aggressiva campagna invernale finalizzata a sottomettere i nemici, sfruttando le condizioni climatiche avverse per indebolire le forze ucraine.
Peskov ha sottolineato la «buona volontà degli americani» nel mediare, ma ha ribadito l’impossibilità di un cambiamento immediato nella politica russa. Il Cremlino continua a considerare l'Ucraina come parte della sua sfera di influenza e ad accusare l'Occidente di alimentare il conflitto.