Al cantiere del nuovo tracciato ferroviario Tav in Val di Susa si sono verificati sabato 25 luglio scontri particolarmente violenti tra forze dell’ordine e manifestanti No Tav. Un audio esclusivo, raccolto dal Corriere della Sera da un agente presente sul luogo, fornisce una testimonianza dettagliata degli eventi.
La Sequenza degli Eventi Secondo l'Agente
L’agente descrive come un gruppo di manifestanti, staccatosi dal corteo principale, abbia aperto il cancello del cantiere e iniziato immediatamente ad assaltare gli agenti. “Ci hanno riempito di pietre, mai prese così tante. Hanno dato fuoco a tutto”, dichiara l’agente, sottolineando che le pietre lanciate erano di dimensioni considerevoli, alcune da 5-6-7 chili, e venivano utilizzate con fionde o direttamente a mani nude. La risposta delle forze dell'ordine è stata limitata allo sparo di lacrimogeni, utilizzati in gran quantità – circa 500 colpi – senza successo nel contenere l’attacco.
Secondo quanto riferito dall’agente, non vi sono state cariche da parte delle forze dell'ordine. L'azione dei manifestanti è stata caratterizzata da un attacco coordinato e aggressivo, focalizzato esclusivamente sul lancio di pietre e l’incendio di attrezzature presenti nel cantiere. Le conseguenze degli scontri hanno visto circa 130 feriti tra le forze dell’ordine e 450 persone identificate per violenza.
L'audio esclusivo offre una prospettiva inedita sugli eventi, evidenziando la natura organizzata e aggressiva dell'attacco e mettendo in luce il contrasto tra la descrizione di un semplice “prendere pietre” e la realtà degli scontri avvenuti. La testimonianza contribuisce a fornire un quadro più completo delle dinamiche che hanno caratterizzato le proteste No Tav.