Sarone, comune della provincia di Venezia, perde un pezzo del suo tessuto sociale con la chiusura dell’ultimo alimentari presente nella frazione. Dopo oltre trent'anni di gestione familiare, i fratelli Manfè hanno deciso di abbassare la saracinesca del Crai situato in via Mazzini, lasciando il paese privo di un punto vendita per beni di prima necessità.
La decisione, pur non essendo stata resa pubblica con dichiarazioni ufficiali, sembra derivare da scelte imprenditoriali e dal calo della clientela legato al progressivo spopolamento del territorio. La frazione pedemontana, caratterizzata da un’economia prevalentemente agricola e turistica stagionale, aveva sempre dipeso dalla presenza di questo negozio per l'approvvigionamento quotidiano.
La chiusura del Crai rappresenta una perdita significativa per i residenti, soprattutto per gli anziani e le famiglie che non dispongono di un mezzo di trasporto autonomo. La mancanza di un supermercato rende più difficile l’accesso a prodotti freschi e alimentari, costringendo molti ad affrontare spostamenti più lunghi e complessi.
La notizia ha suscitato preoccupazione tra gli abitanti di Sarone, che lamentano la progressiva scomparsa dei servizi essenziali nel territorio. La chiusura del Crai è un ulteriore segnale della difficoltà di mantenere attive le attività commerciali nelle piccole comunità rurali, spesso caratterizzate da una bassa densità abitativa e da un mercato limitato.