Chico Forti, l’ex imprenditore trentino detenuto da 26 anni per l’omicidio di Anthony Dale Pike, ha ottenuto la semilibertà grazie a una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La sentenza, frutto della richiesta dei suoi legali, gli permette di lasciare il carcere di Montorio, in provincia di Verona, durante le ore diurne per svolgere attività autorizzate. Il provvedimento rappresenta un’ulteriore fase nel processo avviato dopo il suo trasferimento in Italia, conseguente a una complessa trattativa diplomatica durata due anni.
Il Regolamento e le Attività Consentite
Secondo quanto stabilito, Forti potrà lasciare la struttura penitenziaria per dedicarsi ad attività specifiche, come il volontariato (già precedentemente consentito per circa 40 ore), con il preciso obbligo di rientrare al termine della giornata. Questa semilibertà è stata concessa in vista della discussione sulla libertà condizionale, prevista per febbraio 2027. Il Tribunale ha già autorizzato benefici temporanei, come la partecipazione a corsi e attività lavorative e di volontariato, ma la Cassazione ha ribadito la necessità di un ravvedimento interiore da parte dell’imputato.
La vicenda continua a essere oggetto di attenzione, soprattutto per il punto di vista del fratello della vittima, Bradley Pike, che ha più volte espresso dubbi sull’innocenza di Forti. Nonostante le precedenti concessioni di benefici e la valutazione positiva da parte del fratello della vittima, la Cassazione ha mantenuto fermo l'ordine di detenzione, sottolineando la mancanza di un vero ravvedimento interiore e la necessità di un risarcimento alla famiglia.
Il futuro di Chico Forti dipenderà ora dalla decisione del Tribunale sulla libertà condizionale, una fase cruciale nel lungo percorso legale che lo ha visto confinato per oltre due decenni. La semilibertà rappresenta un passo avanti significativo, ma non garantisce la fine della sua detenzione.