Crisi a Ceuta: Allarme in Europa, Meloni e Sánchez in Confronto
Una crisi umanitaria senza precedenti ha scosso l'exclave spagnola di Ceuta, con circa 50.000 migranti che sono entrati illegalmente nella città in poche ore. La situazione, descritta dai media spagnoli come ‘sorprendente’, ha generato un allarme a livello europeo, portando a una riunione urgente dei leader del gruppo G7 e a un confronto acceso tra il governo di Giorgia Meloni e quello di Pedro Sánchez.
Reazioni immediate
Il Corriere riporta come i media spagnoli siano stati colti di sorpresa dall'entità dell'afflusso, attribuendolo alla mancanza di informazioni provenienti dall'intelligence. L’Italia ha sospeso l’accordo di Schengen per il traffico dalla Spagna, mentre la Francia rafforza la vigilanza lungo il confine con il Marocco e la Germania esorta Rabat a riammettere gli immigrati irregolari. Il Presidente spagnolo Pedro Sánchez denuncia una ‘violazione dell'integrità territoriale’.
Il ruolo del Marocco
Secondo quanto riportato, il Marocco è accusato di aver permesso il passaggio dei migranti, sebbene i servizi di sicurezza marocchini non abbiano esercitato un controllo efficace. Circa 60.000 persone sono entrate a Ceuta senza opposizione, mentre quasi 50.000 sono tornate spontaneamente in Marocco dopo essere state riportate a casa. La situazione ha evidenziato una falla nella gestione delle frontiere europee e ha sollevato interrogativi sulla cooperazione con i paesi limitrofi.
Critiche al Governo Sánchez
Il governo spagnolo è sotto pressione per la sua gestione della crisi, accusato di ‘lassismo’ e di aver messo a rischio le proprie frontiere. L'opposizione politica critica l'uso del ministro dell'Interno anziché quello della Difesa, evidenziando un errore strategico nella risposta alla crisi. Il quotidiano La Vanguardia definisce il governo ‘sempre a rimorchio delle crisi’.