La crisi umanitaria a Ceuta ha innescato una forte polemica tra Spagna e Italia. Il ministro degli Esteri spagnolo, in un'accesa dichiarazione, ha criticato il governo italiano definendolo inadeguato nella gestione dei flussi migratori provenienti dal Marocco.
La Replicata del Viminale
Il Ministero dell’Interno italiano ha immediatamente risposto, fornendo dati contrastanti. Secondo il Viminale, dagli inizi dell'anno gli sbarchi irregolari in Italia sono diminuiti del 55% rispetto al 2025 e dell'82% rispetto al 2023. Il ministero sottolinea inoltre che sull’isola di Lampedusa si trovano attualmente solo 98 migranti, indicando una situazione di emergenza ormai superata.
La disputa verte anche sulla regolarizzazione di oltre mezzo milione di stranieri decisa dal governo Sánchez. Madrid contesta che il provvedimento possa essere applicato a chi è appena entrato a Ceuta, mentre il Viminale evidenzia come la situazione sia complessa e richieda una risposta coordinata a livello europeo.
Il punto di frizione principale riguarda una sentenza del Tribunale Supremo spagnolo dell'8 luglio. La decisione non vieta l'espulsione dei migranti irregolari, ma impone l'identificazione e la possibilità per i richiedenti asilo di presentare domanda di protezione. Tuttavia, il verdetto è stato interpretato in modo distorto dai trafficanti, alimentando false speranze e contribuendo alla tragedia che ha visto almeno 72 morti a Ceuta (il numero potrebbe essere superiore secondo alcune fonti) e 88 corpi recuperati dall'isola.