Borse in Calo e Petrolio alle Stelle: l'Europa Scossa dagli Attacchi nel Mar Rosso
Milano - Le borse europee hanno chiuso la giornata in forte calo, con il FTSE Mib di Milano che ha perso il 2,8%. La crisi geopolitica scatenata dagli attacchi dei ribelli Houthi nello stretto di Bab al-Mandab, un’arteria vitale per il trasporto del petrolio, ha alimentato la paura e spaventato gli investitori. Il prezzo del greggio ha superato quota 100 dollari al barile, raggiungendo i massimi da fine maggio, con impatti negativi su tutti i listini.
Il Petrolio in Rivoluzione
L'escalation delle tensioni nel Mar Rosso ha portato a un’impennata dei prezzi del petrolio. I contratti sul Brent hanno raggiunto i 100,94 dollari al barile (+7,3%), mentre il WTI è salito a 92,48 dollari al barile (+6,46%). La preoccupazione principale riguarda la potenziale interruzione delle forniture di petrolio da parte dell'Arabia Saudita, un fornitore chiave per i mercati globali.
Crolli in Borsa: Stmicroelectronics e Moncler al Ribasso
Il ribasso del FTSE Mib è stato accentuato dai forti cali di titoli importanti come Stmicroelectronics (-17,7%) e Moncler (-7,88%). Le trimestrali pubblicate da queste aziende non sono state sufficientemente convincenti per i mercati. UniCredit ha anche subito un deciso ribasso (-4,8%), con il CEO Orcel che ha espresso cauti timori sul futuro.
Reazioni e Prospettive
La presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Christine Lagarde, ha definito gli sviluppi nel Mar Rosso «allarmanti» e ha sottolineato l'impatto che avranno sui mercati. Il meeting di politica monetaria della BCE ha confermato le attese del mercato, mantenendo invariati i tassi di interesse. Tuttavia, vista la situazione geopolitica, si prevede un riavvio del ciclo di inasprimento monetario nella riunione di settembre.