Indagini sulla morte di Di Vita: Ricina trovata a Casacalenda, vicino all’Istituto Scolastico
Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, moglie e figlia dell'ex sindaco di Pietracatella, Gianni Di Vita, si concentrano ora su Casacalenda, a poche centinaia di metri dall’Istituto delle Scienze Umane dove lavora come insegnante di sostegno Laura Di Vita, cugina del principale indagato. Un sopralluogo della squadra mobile di Campobasso ha portato al sequestro di piante di ricino in un terreno privato nelle vicinanze della scuola, alimentando i sospetti di un avvelenamento.
Il sopralluogo, effettuato Lunedì 19 ottobre, ha visto gli agenti accertarsi della presenza di piante di ricino nelle aree sia di Pietracatella che di Casacalenda. L'interesse si è concentrato sul terreno a Casacalenda, dove sono state prelevate campioni e eseguiti rilievi fotografici. La scoperta è stata documentata dalle telecamere del programma “Dentro la notizia” di Canale 5, grazie alla presenza casuale dell’inviato Gianluigi Nuzzi.
Elementi chiave delle indagini
- Sorvolo a Casacalenda: Gli agenti della squadra mobile hanno effettuato il sopralluogo nel terreno privato vicino all'istituto.
- Sequestro di piante: Sono state prelevate e sequestrate piante di ricino.
- Furto di computer portatili: Nell’istituto di Casacalenda è stato rilevato un furto avvenuto tra il 27 febbraio e il 2 marzo scorsi, sette computer portatili.
- Analisi informatiche: Sono state eseguite verifiche sui server degli istituti scolastici, con una copia forense realizzata su un portatile a Casacalenda.
La cronologia delle indagini, che ha visto l'ipotesi di avvelenamento da ricina prendere piede nel periodo del furto dei computer portatili, rende ancora più significativo il ritrovamento delle piante. Sebbene la presenza di ricino nelle due località non rappresenti una prova definitiva, le circostanze restano oggetto di approfondimento.
Approfondimento: Ricina e le Indagini Informatiche
L'ipotesi di avvelenamento da ricina è stata seriamente considerata dagli inquirenti a seguito del furto dei computer portatili nell’istituto di Casacalenda. Le verifiche informatiche hanno portato all'individuazione di un singolo portatile su cui è stata realizzata una copia forense, con l'obiettivo di ricostruire le attività degli studenti e del personale scolastico. La presenza di ricino in entrambe le località, Pietracatella e Casacalenda, ha alimentato il sospetto che la sostanza tossica fosse stata trasportata intenzionalmente nella zona dell’istituto. Le indagini si concentrano ora sull'analisi dei dati recuperati dal portatile e sulla ricostruzione delle attività degli individui coinvolti.