Un audit interno al caso Ranucci, il giornalista accusato di condotta inappropriata durante un servizio, ha rivelato un approccio tecnico e limitato da parte della Rai. L'inchiesta, focalizzata su aspetti procedurali, non ha indagato sui tempi dell'indagine o sui possibili esiti, tra cui la sospensione del giornalista o l'assegnazione di un collega alla conduzione. Tuttavia, il clima è già intriso di polemiche politiche.
La Battaglia Politica si Accende
Il consigliere di opposizione Roberto Natale ha richiesto la massima riservatezza e una comunicazione immediata del risultato al consiglio di amministrazione. La prossima riunione del board è fissata per il 17 settembre, lasciando aperta la possibilità di un cda straordinario qualora l'indagine interna si concludesse prima. L’audit Ranucci ha innescato una battaglia politica più ampia, concentrata su Rai Parlamento e sulle nomine dei vicedirettori della nuova responsabile, Francesca De Martino.
Le critiche si concentrano sulla rapidità delle promozioni, considerate da Natale «un poderoso salto in alto» basate su logiche che potrebbero consentire «scorciatoie». Il riferimento è alla militanza di tre dei vice nelle file del sindacato di destra Unirai Figec. L'esecutivo Usigrai si aggiunge alle voci contrarie, alimentando ulteriormente le tensioni interne all’azienda.
La situazione evidenzia la fragilità della Rai in termini di governance e trasparenza, con accuse di favoritismi e di decisioni basate su criteri non del tutto chiari. L'esito dell'audit e le conseguenti nomine saranno cruciali per stabilire un nuovo equilibrio di potere all’interno dell'azienda pubblica.