Il leader del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, è stato arrestato a Roma dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura. L'accusa riguarda una presunta truffa ed evasione fiscale legata all’attività della ‘Scommessa Collettiva’, un circuito finanziario che ha raccolto ingenti somme da privati promettendo rendimenti elevati, in particolare sul gioco.
Al centro dell’inchiesta c’è il modello di investimento proposto da Adinolfi attraverso la ‘Scommessa Collettiva’. I partecipanti, incentivati da promesse di guadagni fino al 40% annuo, versavano quote annuali o trimestrali (da 3.000 a 10.000 euro) con la garanzia di un «team di esperti» e algoritmi sofisticati. Secondo le accuse, molte somme non sarebbero mai state liquidate e i promessi rendimenti non si sarebbero concretizzati, lasciando molti investitori senza il capitale versato.
La vicenda ha avuto ripercussioni anche a livello mediatico, culminando in un alterco violento tra Adinolfi e l'inviato delle «Iene», Filippo Roma, durante una presentazione elettorale. L’episodio, documentato da video che hanno fatto il giro dei social media, ha visto Adinolfi aggredito fisicamente, alimentando ulteriormente le polemiche e le accuse di manipolazione dell’informazione.
La Guardia di Finanza ha avviato un'indagine su iniziativa di alcuni partecipanti alla ‘Scommessa Collettiva’, che avevano sporto denuncia per il mancato recupero delle proprie somme. L'inchiesta, in corso, mira a fare luce sulle reali dinamiche del circuito finanziario e sulla responsabilità di Adinolfi nell’offerta di investimenti non conformi alle normative vigenti. La Procura di Roma ha stimato un danno complessivo di circa 5 milioni di euro, con ulteriori 400 mila euro relativi all'evasione fiscale.