L’Unione Europea ha varato nuove regole che introducono una ‘preferenza europea’ per le imprese partecipanti agli appalti pubblici, con l'obiettivo di contrastare la concorrenza da parte delle aziende cinesi. La decisione, frutto di un iter legislativo standard, prevede l'applicazione uniforme del regolamento in tutti gli Stati membri.
La mossa ha sollevato reazioni contrastanti. Il ministro degli Affari europei, Tommaso Foti, pur riconoscendo la necessità di un quadro europeo comune, esprime preoccupazione per il formato del regolamento, ritenendolo «lo strumento più adatto» per bilanciare standard comuni e flessibilità nazionale. Anche Confcooperative ha espresso il suo supporto alla direttiva, evidenziando i rischi per le imprese nazionali in termini di tutela del lavoro, clausole sociali e ambientali.
Il ministro dell'Economia, Adolfo Urso, invece, ha accolto positivamente l’iniziativa europea, sottolineando l'importanza della ‘preferenza europea’ per la salvaguardia dell'industria nazionale nel mercato interno. La decisione mira a favorire le aziende europee, garantendo loro un vantaggio competitivo nelle gare d'appalto.
Il regolamento entrerà in vigore dopo il negoziato tra Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione Europea e l’approvazione finale. Il processo legislativo prevede ulteriori modifiche e adattamenti per garantire la piena conformità con le specificità nazionali.