Michele Antonutti, figura di spicco nel mondo del basket e oggi impegnato con i suoi Camp estivi per ragazzi, racconta la sua passione nata sugli spalti con la madre. Da calciatore a grande appassionato di basket, il suo percorso è iniziato grazie al primo allenatore Roberto Gualteroni e all'esempio della Serie C a Fagagna e Udine.
Ricordi indelebili come la finale per la promozione in A1 Snaidero-Pozzo di Gotto del 2001, dove si ritrovò disteso a pelle di leopardo grazie all’intervento dell’allenatore Boniciolli. Antonutti rivela l'idolo Toni Kukoč e il suo primo impatto con il basket a Treviso.
La partita che lo ha reso famoso è l’esordio in Nazionale al Forum di Assago, mentre la sua paura più grande è legata alla pressione della prima squadra della Snaidero. Tra i suoi giocatori preferiti, Michael Jordan e LeBron James, e tra gli allenatori, Gigi Colosetti e Michele Ferrari.
Antonutti sottolinea l'importanza fondamentale della famiglia, in particolare della madre Anna, a cui deve la sua passione per il basket, e di suo padre Gianni, che lo supporta sempre. La sorella Chiara è una violinista di successo, e lui preferisce il frico alla brovada e musetto.
Il futuro del Cigno di Colloredo vede Trieste in A e speranze per il derby. Antonutti definisce Danilo Gallinari un giocatore completo ed esuberante, mentre Saša Vujačić è il suo migliore compagno di squadra.