A Trieste si è aperto un processo per i 32 incendi di autoveicoli avvenuti tra il 2024 e il 2025. L’imputato, Marco Zaccaria, ex guardiafuochi, nega fermamente ogni coinvolgimento negli eventi, dichiarando: «Non sono stato io a bruciare le auto». La difesa si basa sulla totale estraneità dell'uomo agli addebiti contestati dalla Procura.
Il Processo e la Dichiarazione dell’Accusato
Durante l'udienza, Zaccaria ha espresso rammarico nei confronti della polizia locale per il suo comportamento durante l'arresto. La Procura contesta una serie di roghi, attribuendo a Zaccaria un ruolo centrale in questi incendi. L'ex guardiafuochi ha ripetutamente negato qualsiasi responsabilità, sottolineando la sua innocenza e chiedendo scusa per le reazioni dimostrate durante il momento dell’arresto.
Il processo si concentra sull’analisi delle prove raccolte dalla polizia scientifica e sulle testimonianze di eventuali testimoni oculari. La Procura ha portato avanti un'accusa basata su indizi e sulla frequenza degli incendi, ma la linea difensiva di Zaccaria rimane quella della totale innocenza.
Al momento del giudizio, non sono state ancora rilasciate nuove informazioni sul movente degli incendi o sulle possibili motivazioni dietro le azioni di Zaccaria. Il processo è in corso e si preannuncia lungo e complesso, con l'obiettivo di accertare la verità su quanto accaduto a Trieste.